miércoles, 10 de enero de 2018

SINDROME DA RIENTRO: 10 CONSIGLI PER TORNARE DALLE VACANZE SERENAMENTE



Le vacanze sono finite e per alcuni è già sindrome da rientro. Neanche abbiamo cominciato le nostre piccole battaglie quotidiane, che già siamo stressati. E poi via con ansia a go go per quello che ci aspetta (a nulla servono i buoni propositi per l'inverno alle porte), con l'irascibilità e il mal di testa, i dolori ovunque e, udite udite, la stanchezza.
È questo e molto altro ancora la sindrome da rientro: dire addio all'ozio sotto l'ombrellone e ricominciare col tran tran giornaliero provoca quello che gli inglesi definiscono più letteralmente post vacation blues. Un ammasso incontrollabile di brutte sensazioni che colpisce un italiano su due. Una tragedia che si consuma non appena si varca la soglia di casa e che ci fa diventare lagnosi e irritabili, come il più pestifero dei bimbi.
Secondo un nuovo sondaggio il ritorno in città è per un italiano su 2 all'insegna dell'ansia (23%) e della preoccupazione (28%). Il 27% è addirittura depresso e solo il 21% si dichiara in fin dei conti sereno. Come si manifesta la sindrome? Un italiano su 3 (31%) non è ancora "pronto psicologicamente" alla routine e il 18% avverte svogliatezza e mancanza di concentrazione.
"La vacanza spesso determina alcuni effetti nocivi sulla salute – afferma Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo, specialista in Scienza della Nutrizione Umana all'Università La Sapienza di Roma – Spesso è sinonimo di sregolatezza di orari, cambi dei ritmi sonno-vegliasi tende ad eccedere con gli alcolici, altro fattore nocivo per l'integrità cellulare, e talvolta ci si lancia in sport estremi o di resistenza senza l'adeguato allenamento o preparazione alimentare. Per ultimo, si rischia di tornare dalle vacanze con qualche chilo di troppo".
Ecco che allora gli esperti hanno stilato una lista delle cose da fare (e da non fare) al rientro a casa:
1. ALIMENTAZIONE, riprendete a seguire orari regolari dei pasti: possibilmente 5 piccoli pasti al giorno. Riabituare l'organismo a una corretta alimentazione è infatti necessario per riprendere lo stile di vita di sempre serenamente. Assicurate quindi al vostro corpo il giusto apporto di sostanze nutritive, che vanno opportunamente bilanciate. I carboidrati semplici, come il saccarosio, la frutta, il miele, e quelli complessi come pane, pasta, riso, offrono al cervello gli zuccheri per attivare i neurotrasmettitori. Le proteine e le vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, assicurano la produzione di energia e consentono la sintesi dei neurotrasmettitori. Fondamentali, per il loro potere antiossidante e per la protezione dell'apparato circolatorio, sono anche gli omega 3 e 6. Una bella sferzata all'umore è assicurata dalla melatonina, in grado anche di influenzare i ritmi circadiani, cioè la regolazione dei tempi di sonno-veglia. Una buona scorta di melatonina la trovate nella buccia dell'uva rossa
2. Sì a grandi quantità di frutta e verdure fresche e di stagione
3. Riducete l'apporto calorico se siete in sovrappeso
4. Bevete regolarmente acque ricche di sali minerali per mantenere in equilibrio facoltà intellettive e umore
5. Niente alcol per almeno un mese, soprattutto se tra cocktail e aperitivi ci avete dato dentro
6. Movimento! Dedicatevi ogni giorno a una leggera attività fisica per mantenervi attivi e non interrompere di colpo i benefici che eventualmente avete acquisito dalle nuotate al mare o dalle passeggiate in montagna
7. Ricostruite le vostre abitudini per risentirvi più padroni del vostro tempo. Non mettete il benessere conquistato e i ricordi piacevoli nel cassetto immediatamente, ma utilizzateli come carica per affrontare le giornate. Regalatevi dei momenti di silenzio e di meditazione durante la giornata, delle occasioni per raccogliere le vostre energie e trovare la positività giusta
8. Non buttatetevi a capofitto nell'operatività ma dedicate un po' di tempo a pensare prima di agire
9. Riprendi con gradualità: non tutte le cose che sentite di dover fare sono così urgenti. È inutile strafare, ma bisogna riprendere le normali attività con calma evitando un'immersione totale nel lavoro o nello studio
10. Non cercare di "dilatare" il tempo riempiendolo di impegni ma ponetevi obiettivi raggiungibili.
E poi ancora:
- ascoltate della musica, ottima alleata per vincere le sensazioni di malinconia. Non importa di che tipo, ma è sufficiente che riesca a regalarvi benessere e a distendervi
- datevi all'aromaterapia: provate a mettere sulla scrivania dell'ufficio un diffusore con l'olio di rosa,mentre quello di rosmarino potrà aiutarvi a trovare la carica giusta per affrontare la giornata
RIDETE! Una bella risata è una terapia naturale, a costo zero, e con numerosi effetti benefici sull'organismo. Ha infatti la capacità di stimolare la produzione di beta endorfine e potenziare il sistema immunitario. E poi, pensate a quante situazioni di tensione possono essere alleggerite con una risata!


https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/14146-sindrome-rientro-consigli

viernes, 1 de diciembre de 2017

HAI POCA MEMORIA? TI SVELO LA FORMULA SEGRETA PER RICORDARE



Avere poca memoria è il tallone di Achille di migliaia di studenti, ma fortunatamente esiste una formula segreta per imparare a ricordare senza troppo sforzo.
Se solo ricordassi il tuo nome ti chiederei dove ho lasciato le chiavi.”
Sticker Bumper.
Quante volte ti è capitato di pensare: “Acciderbolina! Ho la memoria di un bradipo nano delle Ande svizzere! Se solo riuscissi a memorizzare di più e più in fretta adesso sarei in pari con i miei esami e potrei studiare in metà del tempo!“. Si, magari non ti sarai paragonato esattamente ad un bradipo nano delle Ande svizzere, ma il succo del discorso non cambia: hai poca memoria.
Nella mia guida Studia meno, Studia meglio sostengo che la memoria sia solo uno dei tanti strumenti a nostra disposizione per migliorare il rendimento accademico. Al contrario, troppi studenti si affidano unicamente alla memorizzazione per i propri esami, dimenticando l’importanza di adottare un metodo di studio “integrato”, ovvero un metodo di studio che prenda in considerazione tutti gli aspetti dell’apprendimento.
Si, si, vabbè Andre’, il predicozzo lo hai fatto, tu hai la coscienza pulita, noi siamo tutti felici e contenti, ma adesso spiegami ‘sta formula segreta della memoria che mi aspettano 789 pagina di Diritto Privato. Su forza, scattare!
Già in passato ho condiviso con te quelle che ritengo essere le tecniche di memorizzazione più efficaci e ti ho anche raccontato di come sia possibile, con la giusta pratica, memorizzare un libro di 200 pagine in 40 minuti (beh, più o meno)… oggi vorrei fare un passettino in più, vorrei spiegarti qual è la formula che si nasconde dietro una memoria prodigiosa e come puoi sfruttarla a tuo vantaggio per ricordare tutto quello di cui hai bisogno.

La formula segreta della memoria

Tranquillo, non voglio annoiarti a morte spiegandoti i meccanismi biochimici che regolano la nostra memoria. La formula di cui ti parlerò in questo articolo in realtà è molto semplice da ricordare, e una volta che ne avrai capito il meccanismo di base non ci sarà più libro di testo, data o fatto storico che potrà sfuggire alla tua memoria.
Sei pronto? Eccola qua…
Memoria = (Emozioni x Frequenza) / Tempo
Questa semplice formuletta afferma che: la nostra capacità di memorizzare un’informazione è direttamente proporzionale alle emozioni che tale informazione ha suscitato in noi e alla frequenza con cui questa informazione ci viene riproposta; mentre è inversamente proporzionale al tempo intercorso tra la prima volta che abbiamo recepito quella specifica informazione e l’ultima volta che lo hai fatto.
Non c’hai capito ‘na mazza, vero? Ok, semplifichiamo!
Se vuoi memorizzare qualcosa devi provare delle forte emozioni, ripetere l’esperienza quante più volte possibile e fare il tutto nel più breve lasso di tempo.
Così va meglio, eh? Vediamo allora nel dettaglio i 3 elementi chiave della formula: le Emozioni, la Frequenza ed il Tempo.

Emozioni

Pensa ad un ricordo della tua infanzia che è ancora cristallino nella tua mente: cosa stavi facendo in quel momento? Ma soprattutto, cosa stavi provando?
Sono pronto a scommettere una tazzina di caffè che questo ricordo è legato a delle emozioni positive/negative molto forti. Dico giusto o ho ragione?
Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nel processo di memorizzazione. Le emozioni sono come il materiale su cui i ricordi vengono scritti: soffice sabbia di battigia per quei ricordi che non hanno suscitato in noi particolari emozioni, marmo scolpito per quei ricordi che ci hanno stravolto la vita.
Andre, questa cosa del legame tra emozioni e memoria è tanto interessante quanto… inutile! Con tutta la buona volontà, studio delle materie talmente noiose che per emozionarmi un minimo dovrei darmi una martellata sull’alluce!
Vedo che hai colto il punto: spesso abbiamo difficoltà a memorizzare, proprio perché non riusciamo ad instaurare alcun rapporto emotivo con ciò che stiamo studiando. Lo so, lo so, non è facile emozionarsi per un trattato di biologia molecolare o un testo di diritto privato, ma EfficaceMente che ci sta a fare se non ti fornisce qualche bella soluzione pratica?

Ripetere in dialetto

Ai tempi dell’università il trucchetto che utilizzavo più spesso per memorizzare trattati di ingegneria mortalmente noiosi era quello di ripeterli sostituendo di tanto in tanto alcuni termini altisonanti con qualche bella espressione in dialetto marchigiano. Così ad esempio, la seguente definizione:
“Il controllo automatico di un dato sistema (di un motore, di un impianto industriale, di una funzione biologica come il battito cardiaco) si prefigge di modificare il comportamento del sistema da controllare (ovvero le sue uscite) attraverso la manipolazione delle grandezze d’ingresso”.
diventava,
“Il controllo automatico di un aggeggio serve a cambia’ quello che fa ‘sto coso (ovvero quello che scappa) andando a modifica’ quello che ce metti dentro”.
Naturalmente, nel corso degli orali ho sempre risposto alle domande in perfetto italiano, che neanche l’Accademia della Crusca, ma il trucchetto del dialetto mi permetteva di ottenere un duplice risultato:
1.   Se riesci a descrivere qualcosa nei termini più semplici possibili, come se lo dovessi spiegare a tua nonna, significa che hai capito davvero quanto stai studiando e la comprensione è fondamentale per la memorizzazione.
2.   Ripetere certe definizioni tecniche in dialetto ti fa sentire talmente ridicolo, che le emozioni di ilarità che avrai scatenato scolpiranno le informazioni nella memoria.
Ripetere in dialetto è solo una delle possibili tecniche che puoi utilizzare per memorizzare attraverso le emozioni. In generale ti suggerisco di rendere le tue sessioni di studio “memorabili”: ripeti ad alta voce gesticolando in modo plateale come se fossi sul palcoscenico di un teatro, associa personaggi buffi di cartoni animati o sitcom televisive agli argomenti di studio creando storielle improbabili, ripeti la tua lezione come se fosse una canzone RAP, e così via.
Insomma, se credi di avere poca memoria, impara ad utilizzare la tua fantasia per aggiungere pepeai tuoi pomeriggi di studio: non potrai fare a meno di ricordare.

Frequenza

Come abbiamo visto, le emozioni non bastano per creare un ricordo indelebile. Un ruolo molto importante è giocato anche dalla frequenza di ripetizione.
Questo in fondo è un meccanismo molto ben conosciuto dai pubblicitari: ti bombardano con un determinato spot televisivo finché al supermercato, magari inconsapevolmente, sceglierai la loro marca di deodorante.
Come utilizzare questa tecnica a nostro vantaggio? Come ho già avuto modo di raccontarti in passato, il mio consiglio è quello di utilizzare un “protocollo di ripetizione“, eccotene un esempio:
·        Ogni 50 minuti di studio, fai un elenco dei punti che desideri ricordare e ripassali per 10 minuti (creando così sessioni di studio di 1h) .
·        Al termine della giornata (prima di andare a dormire), ripassa l’elenco dei punti chiave per 10 minuti.
·        Dopo 3 giorni, ripassa per l’ultima volta l’elenco dei punti chiave per altri 10 minuti.
Questi rinforzi ti aiuteranno a stampare in modo indelebile nella tua memoria ciò che vuoi ricordare.

Tempo

L’ultimo elemento della formula segreta della memoria è forse quello più trascurato ed è forse la causa principale dei troppi studenti fuori corso che ci sono in Italia.
Per preparare un esame efficacemente non devi mai trascurare il fattore tempo: come visto spiegando la formula della memoria, riuscirai a memorizzare tanto più un insieme di informazioni quanto più vi sarai esposto in modo “massiccio” in un lasso di tempo LIMITATO.
Questo in fondo è il metodo di funzionamento dei corsi intensivi ed è il motivo che ne ha decretato il successo.
Per lo stesso motivo dovresti riuscire a dare un esame subito dopo averne frequentato le lezioni, concentrando in pochi mesi la fase di apprendimento e studio. Se questo non ti è possibile, ricordati del fattore tempo quando pianifichi la tua sessione di esami universitari: concentra quanto più possibile lo studio di un esame, evitando di passare da una materia all’altra e diluendo così la tua preparazione. Se vuoi approfondire come i limiti di tempo possono aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi, ti consiglio di darti una letta alla “Legge di Parkinson“.


https://www.efficacemente.com/2012/09/poca-memoria/