viernes, 8 de septiembre de 2017
martes, 1 de agosto de 2017
L’IMPORTANZA DELLO STUDIO DI UNA LINGUA STRANIERA
Ci rendiamo conto dell’ importanza dello studio di
una lingua straniera nel momento in cui incrociamo persone
di altre culture, apprezziamo tradizioni e costumi di altre nazioni o
abbattiamo le barriere che dividono i popoli. Imparare a parlare una nuova
lingua contribuisce ad accrescere la propria autostima oltre che migliorare le
prospettive occupazionali . Data la continua trasformazione della società e la
crescente richiesta di personale qualificato da parte delle aziende del
territorio, si è ritenuto opportuno venire incontro a quest’esigenza del
mercato del lavoro fornendo agli studenti tutti gli strumenti necessari per far
fronte, in modo sicuro e consapevole, alle sfide che il mondo del lavoro
presenta.
La necessità di insegnare una seconda
lingua in tutte le scuole arricchisce le opportunità
offerte ai ragazzi di acquisire una maggiore competenza linguistica.
La necessità di insegnare tale
disciplina scaturisce dal crescente sviluppo della comunicazione
di massa; infatti l’aumento degli scambi con altri Paesi richiede la conoscenza
di una seconda lingua.
Introdurre l’insegnamento della lingua
straniera non significa solo far conoscere il linguaggio di altri popoli, ma
consente ai ragazzi di prendere coscienza del fatto che esse sono comunque
diverse dalla propria.
Però le scuole hanno alcuni difetti, in
particolare il fatto di basare l’insegnamento solo sui libri e le lezioni
frontali, quando sarebbero opportune anche le esperienze! Questo però non è un
problema che riguarda solo l’Italia, ma tantissimi paesi al mondo.
Se si hanno tante esperienze lavorative, si ha anche una
maggiore probabilità di trovare lavoro, poichè molti datori di lavoro vogliono
assumere dipendenti con esperienza alle spalle! Quindi sarebbe opportuno
che le scuole offrissero ai propri studenti l’opportunità di
trascorrere un anno all’estero nei Paesi in cui si parlano le lingue che si
studiano poichè i metodi di insegnamento monotoni e passivizzanti e la troppa
teorica pone al centro i programmi e non gli studenti.
La lingua svolge un ruolo essenziale per la comunicazione
tra le persone e ce ne rendiamo conto quando ci troviamo in una situazione che
ci fa sentire le difficoltà della mancanza di competenza
linguistica per un idioma; quando, per esempio, ci troviamo di fronte
ad un turista che ci chiede un’informazione e non siamo in grado di rispondere
perché non conosciamo la sua lingua, in genere ci si aiuta con i gesti che sono
un linguaggio universale, ma ci sentiamo limitati dal fatto di non riuscire a
comunicare, e l’ostacolo che ce lo impedisce è la lingua diversa.
La conoscenza delle lingue ha un alto valore come
arricchimento del proprio bagaglio culturale.
I giovani d’oggi dovrebbero essere stimolati allo studio delle lingue straniere, perché esse rappresentano un valore aggiunto nello studio, nel mondo del lavoro, nella società.
I giovani d’oggi dovrebbero essere stimolati allo studio delle lingue straniere, perché esse rappresentano un valore aggiunto nello studio, nel mondo del lavoro, nella società.
Una volta conclusi gli studi, molti giovani lasciano il
proprio paese per cercare un buon posto di lavoro all’estero. Questo avviene
soprattutto a causa della scarsità o dell’assenza di buone opportunità
lavorative.
Nelle aziende, la conoscenza delle lingue straniere può
offrire maggiore opportunità di crescita.
Anche nella società non poche sono le occasioni in cui la conoscenza della lingua dà vantaggi sia per i viaggi di piacere sia per lavoro.
Anche nella società non poche sono le occasioni in cui la conoscenza della lingua dà vantaggi sia per i viaggi di piacere sia per lavoro.
Definire l’importanza della conoscenza
delle lingue straniere equivale a definire uno degli elementi propri della
natura umana : il bisogno di comunicazione.
martes, 4 de julio de 2017
MATURITÀ 2017, PRIMA PROVA: GLI AUTORI PIÙ TEMUTI DAGLI STUDENTI SONO MAGRIS E MARINETTI
Seguono Dante, Saba e Quasimodo. Per la
seconda prova, che al liceo classico sarà il latino, tra i più amati c'è Giulio
Cesare
18 giugno 2017
Tutto, ma non Magris e
Marinetti. Sono loro gli autori più temuti, o meno desiderati, dai 500mila
studenti che tra pochi giorni affronteranno la prima prova della Maturità 2017. È quanto emerge da un sondaggio di ScuolaZoo, la community online di
studenti in Italia.
Nel 2013 l'autore per il
tema di italiano fu Claudio Magris, da allora diventato un po' l'incubo dei
maturandi. La domanda fu per tutti la stessa: chi è Magris?
Classe 1939, è uno degli autori italiani in lizza ogni anno per essere nominato vincitore del Nobel per la letteratura. Nonostante ciò, i maturandi non lo vogliono. Il motivo è semplice: il programma scolastico difficilmente riesce ad arrivare a scrittori così contemporanei. Quindi è finito anche lui nella lista dei letterati che ogni anno si giocano il titolo di autore più temuto insieme a Quasimodo, Montale, Ungaretti e Pirandello. Ma non c'è da preoccuparsi, dice ScuolaZoo, se mai dovesse uscire Magris parlare del "viaggio" in senso lato può essere utile: è un tema caro all'autore, che si ripete praticamente in ogni sua opera.
Classe 1939, è uno degli autori italiani in lizza ogni anno per essere nominato vincitore del Nobel per la letteratura. Nonostante ciò, i maturandi non lo vogliono. Il motivo è semplice: il programma scolastico difficilmente riesce ad arrivare a scrittori così contemporanei. Quindi è finito anche lui nella lista dei letterati che ogni anno si giocano il titolo di autore più temuto insieme a Quasimodo, Montale, Ungaretti e Pirandello. Ma non c'è da preoccuparsi, dice ScuolaZoo, se mai dovesse uscire Magris parlare del "viaggio" in senso lato può essere utile: è un tema caro all'autore, che si ripete praticamente in ogni sua opera.
Al secondo posto c'è
Marinetti e il futurismo in generale. Il motivo, spiega la community di
ScuolaZoo, non sta nella difficoltà dei testi del movimento, quanto nel fatto
che i ragazzi non sanno più cosa scrivere: il futurismo viene trattato come
metafora per la velocità del mondo moderno, della connessione internet. Per gli
studenti sta diventando complicato trovare nuovi spunti e argomentazioni per
risultare originali.
Seguono Dante, Saba e
Quasimodo, con un'incursione di Harambe, il gorilla che l'anno scorso fu ucciso all'interno
dello zoo di Cincinnati dopo che un bambino era caduto nella sua area. Harambe
era diventato il soggetto di numerosi meme sui social network e spunto di
riflessione per articoli sui giornali, temi scolastici e opinioni di personaggi
in radio e tv.
Quanto alla seconda prova, i
maturandi del classico che
dovranno cimentarsi con il latino vorrebbero Giulio Cesare. A completare il
podio ci sono Catone e Catullo. Ma il Ministero dell'Istruzione potrebbe
preferire Cicerone o Seneca o Tacito, autori che non sono di certo stati
inseriti nella lista dei desideri degli studenti.
lunes, 5 de junio de 2017
VISCO: “IL DEBITO È IL MAGGIORE FRENO ALLA CRESCITA”
"Gli squilibri quando si
accumulano si finisce per pagarli tutti insieme, non possiamo dimenticare"
che il debito è "un fattore di debolezza cruciale di freno e di
vulnerabilità alla crescita". Lo ha detto il governatore della Banca
d'Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento al Festival Economia di Trento,
sottolineando che "non c'è una ricetta magica" per ridurlo, ma è
"un impegno faticoso" che va fatto "posta per posta, elemento
per elemento" andando avanti anche con "la spending review che va
fatta dal basso, chiedendosi cosa serve e non serve oggi".
Interpellato quindi su come i
mercati possano reagire ad eventuali elezioni anticipate con una nuova legge
elettorale proporzionale, Visco non si è sbilanciato, ma ha comunque lanciato
il suo avvertimento. "Non è neanche chiaro il sistema che in questo
momento si sta proponendo. Non è il mio mestiere. La mia risposta - ha
puntualizzato - è da cittadino, non da analista, né sono sicuro di sapere come
possano rispondere i mercati. Credo che i mercati rispondano
all'incertezza". Il governatore ha rilevato così che "credo che i
mercati dicono: fate una riforma e mettetela in chiaro, per ora non la capiamo
e sono nervosi". "Adesso le difficoltà più grosse - ha aggiunto a chi
gli chiede se un sistema proporzionale possa portare instabilità - possono
essere sul piano delle riforme", ricordando come "nell'esperienza
storica" l'Italia con il proporzionale abbia sperimentato una economia in
crescita.
In questo momento c'è un
potere legittimo" della Commissione Ue "che viene esercitato sulla
base della tutela della concorrenza" in ambito bancario, "ma bisogna
dimostrare che la tutela della concorrenza passi per quello e che, se si
esercita, non si metta a rischio la stabilità del sistema finanziario". Lo
ha detto il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco intervenendo al
Festival dell'Economia di Trento. Il governatore ha ricordato come proprio
dalla Commissione Ue siano state bloccate sulla base della difesa della
concorrenza e della norma sugli aiuti di stato l'operazione del Fitd con
Tercas. "A chi faceva concorrenza Tercas?" si è chiesto il
governatore, "E le quattro piccole banche? la nostra percezione è che si
poteva usare il fondo interbancario" con una modalità che negli scorsi
anni ha permesso di risolvere senza danni ai risparmiatori molte crisi
finanziarie in Italia.
Ripercorrendo le tappe fino al
bail in Visco ha spiegato che "fino all'ultimo, quindi fino alla sera
prima, la data" dell'entrata in vigore delle nuove norme che colpiscono
anche i bond subordinati "era il 2018 non 2016" e ha ricordato che la
Banca d'Italia aveva inviato alla commissione le sue perplessità chiedendo
"gradualità" nell'applicazione delle norme consentendo alle banche
"acquisire nelle loro passività strumenti ben identificati allo
scopo". Elementi che poi non si sono verificati "nella fretta della
discussione e difficoltà di arrivare a un accordo sulla parte importante
dell'unione bancaria
Visco ha poi difeso le sue
parole negli scorsi anni sul sistema bancario italiano 'solido'. "Fummo
noi nel 2012 a disporre una serie di ispezioni e fare aumentare le rettifiche
alle banche" ha detto e il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto del
marzo 2013 sul paese (Article IV) definì il sistema italiano
"straordinariamente resistente".
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