miércoles, 1 de noviembre de 2017

PRESENTARE LE PROPRIE COMPETENZE LINGUISTICHE SUL CV

Sapete che le competenze linguistiche, soprattutto di inglese, sono importanti per la propria carriera e avete investito per fare progressi nella padronanza della lingua. Quindi, qual è il modo migliore per presentare le proprie competenze linguistiche sul CV?

Perchè è importante certificare
La prima cosa da capire è l’importanza di certificare le proprie competenze linguistiche con una certificazione linguistica riconosciuta. Così come il mondo è diventato più digitale, anche il processo di selezione per un impiego ha fatto altrettanto. Questo ha reso molto più semplice candidarsi per un lavoro, ma significa anche che ora i manager sono sommersi di CV. Dimostrare le proprie competenze aiuta ad eliminare ogni dubbio sul vostro livello di conoscenza di una lingua, che altrimenti potrebbe farvi finire nella pila dei “no”. Una certificazione vi permette di distinguervi dagli altri candidati e aumenta la visibilità del vostro CV. LinkedIn ha recentemente rivelato che inserire competenze certificate sul proprio profilo aumenta le visite fino al 600%.

Scegliere una certificazione linguistica
Scegliere un test riconosciuto per la certificazione linguistica può essere difficile, dipende dalla lingua, dato che ci potrebbero essere diversi test disponibili. Ai fini del vostro CV, l’aspetto principale da considerare è il rigore accademico del test. Un test di scarsa qualità non attesterà correttamente il vostro livello e metterlo sul CV non vi farà sembrare dei candidati affidabili. Per questo motivo è meglio attenersi ai test creati dalle organizzazioni internazionali tramite esperti nella valutazione della competenza linguistica.

Un’altra considerazione importante è ovviamente di natura pratica: costo e convenienza. I test di certificazione più affidabili costano oltre i 180 euro a sessione e si possono sostenere solo in date specifiche. Una eccezione è l’EFSET, un test di inglese online gratuito, che è stato creato sugli stessi standard degli altri test più importanti.

Inserire la certificazione linguistica nel proprio cv

Una volta in possesso della certificazione linguistica, dovete presentare il vostro punteggio in una forma che sia facile da capire. Raccomando di includere il nome del test, il punteggio ottenuto e un’indicazione del livello (ad esempio: “Intermedio”), nel caso in cui il datore di lavoro non sia familiare con il sistema di valutazione dei vari esami. Questo dimostra che possedete una competenza certificata e rende più semplice per un datore di lavoro capire i risultati.

Seguendo questo consiglio, la sezione dedicata alle competenze linguistiche sul vostro CV avrà più o meno questo aspetto:
* Francese: DELF B2 (Independant user)
*Inglese: EFSET 60 (Upper intermediate)
* Giapponese: JLPT N4 (capacità di comprendere il giapponese base)

E se non avete certificazioni?
Potreste ancora trovarvi senza certificazioni linguistiche. Questo vale soprattutto per le lingue diverse dall’inglese, per le quali non c’è nessun test di qualità disponibile gratuitamente. In questo caso, la vostra opzione migliore è quella di fare riferimento alle scale di valutazione create dalle agenzie governative e fare un self-assessment, cioè un’autovalutazione. In Europa, la scala standard si chiama CEFR mentre negli Stati Uniti ce ne sono due: ACTFL e ILR. Potete trovare scale standard e strumenti per l’autovalutazione, di solito presentati come una lista di competenze, nella maggioranza delle lingue.

Usate gli strumenti di autovalutazione per determinare il vostro livello in ogni lingua che parlate. Assicuratevi di includere anche una specificazione del livello. Ad esempio:
*Tedesco: CEFR B2 (Upper Intermediate)

Anche se queste scale di valutazione non sono ampiamente conosciute tra i datori di lavoro e l’autovalutazione non è notevole quanto un test ufficiale, sembrerà più professionale rispetto ad usare una indicazione generica del proprio livello, tipo “fluente” o “conversazionale”.

 Includere altre rilevanti esperienze linguistiche

Se avete un’esperienza di lavoro o di studio rilevante in un’altra lingua, includetela in aggiunta alla certificazione sul vostro CV. Per esempio:
*5 anni di esperienza lavorativa con clienti inglesi

*un anno di scuola superiore in Giappone
Dimostrare che avete usato con successo una lingua in un contesto è sempre importante per un futuro datore di lavoro.
Quando non inserire competenze linguistiche sul proprio CV
Ci sono casi in cui è meglio non inserire sul CV dettagli sulle competenze linguistiche.
Livello principianti: In generale è meglio non inserire competenze linguistiche quando avete un livello da principianti. Non sarete in grado di lavorare davvero in queste lingue ed inserirle nel vostro CV vi fa sembrare meno professionali. L’eccezione esiste se avete un interesse personale ad imparare molte lingue e lo volete inserire nella sezione “hobby” o “Interessi personali”, invece di quella “competenze linguistiche” del CV.
Posizioni molto importanti: Nelle posizioni più importanti delle organizzazioni internazionali, la padronanza dell’inglese è data per scontata. In questo caso, inserire le proprie competenze linguistiche sul CV è superfluo.
Siate onesti
Quando scrivete il CV, è importante dimostrare il lato migliore di voi senza aver paura di inserire le proprie abilità. Per questo motivo, le persone sono a volte tentate di esagerare le loro competenze. Comunque, non essere sinceri sulle proprie competenze linguistiche vi danneggerà sempre in un contesto professionale. Anche se ottenete un colloquio attraverso un’affermazione falsa, il responsabile delle assunzioni lo scoprirà durante il colloquio, o sarete scoperti il primo giorno di lavoro e difficilmente manterrete il posto.

Se temete che le vostre competenze linguistiche non siano abbastanza buone, investite in qualche corso di lingua o provate alcune delle numerose risorse disponibili online. Durante un colloquio, potete parlare al manager della vostra preparazione in corso, i datori di lavoro sono sempre colpiti dai candidati che si impegnano davvero per migliorare le proprie competenze.

https://www.ef-italia.it/blog/general/presentare-le-proprie-competenze-linguistiche-sul-cv/

martes, 1 de agosto de 2017

L’IMPORTANZA DELLO STUDIO DI UNA LINGUA STRANIERA



Ci rendiamo conto dell’ importanza dello studio di una lingua straniera nel momento in cui incrociamo persone di altre culture, apprezziamo tradizioni e costumi di altre nazioni o abbattiamo le barriere che dividono i popoli. Imparare a parlare una nuova lingua contribuisce ad accrescere la propria autostima oltre che migliorare le prospettive occupazionali . Data la continua trasformazione della società e la crescente richiesta di personale qualificato da parte delle aziende del territorio, si è ritenuto opportuno venire incontro a quest’esigenza del mercato del lavoro fornendo agli studenti tutti gli strumenti necessari per far fronte, in modo sicuro e consapevole, alle sfide che il mondo del lavoro presenta.

La necessità di insegnare una seconda lingua in tutte le scuole arricchisce le opportunità offerte ai ragazzi di acquisire una maggiore competenza linguistica.
La necessità di insegnare tale disciplina scaturisce dal crescente sviluppo della comunicazione di massa; infatti l’aumento degli scambi con altri Paesi richiede la conoscenza di una seconda lingua.
Introdurre l’insegnamento della lingua straniera non significa solo far conoscere il linguaggio di altri popoli, ma consente ai ragazzi di prendere coscienza del fatto che esse sono comunque diverse dalla propria.
Però le scuole hanno alcuni difetti, in particolare il fatto di basare l’insegnamento solo sui libri e le lezioni frontali, quando sarebbero opportune anche le esperienze! Questo però non è un problema che riguarda solo l’Italia, ma tantissimi paesi al mondo.
Se si hanno tante esperienze lavorative, si ha anche una maggiore probabilità di trovare lavoro, poichè molti datori di lavoro vogliono assumere dipendenti con esperienza alle spalle! Quindi sarebbe opportuno che le scuole offrissero ai propri studenti l’opportunità di trascorrere un anno all’estero nei Paesi in cui si parlano le lingue che si studiano poichè i metodi di insegnamento monotoni e passivizzanti e la troppa teorica pone al centro i programmi e non gli studenti.

La lingua svolge un ruolo essenziale per la comunicazione tra le persone e ce ne rendiamo conto quando ci troviamo in una situazione che ci fa sentire le difficoltà della mancanza di competenza linguistica per un idioma; quando, per esempio, ci troviamo di fronte ad un turista che ci chiede un’informazione e non siamo in grado di rispondere perché non conosciamo la sua lingua, in genere ci si aiuta con i gesti che sono un linguaggio universale, ma ci sentiamo limitati dal fatto di non riuscire a comunicare, e l’ostacolo che ce lo impedisce è la lingua diversa.
La conoscenza delle lingue ha un alto valore come arricchimento del proprio bagaglio culturale.
I giovani d’oggi dovrebbero essere stimolati allo studio delle lingue straniere, perché esse rappresentano un valore aggiunto nello studio, nel mondo del lavoro, nella società.
Una volta conclusi gli studi, molti giovani lasciano il proprio paese per cercare un buon posto di lavoro all’estero. Questo avviene soprattutto a causa della scarsità o dell’assenza di buone opportunità lavorative.

Nelle aziende, la conoscenza delle lingue straniere può offrire maggiore opportunità di crescita.
Anche nella società non poche sono le occasioni in cui la conoscenza della lingua dà vantaggi sia per i viaggi di piacere sia per lavoro.
Definire l’importanza della conoscenza delle lingue straniere equivale a definire uno degli elementi propri della natura umana : il bisogno di comunicazione.

martes, 4 de julio de 2017

MATURITÀ 2017, PRIMA PROVA: GLI AUTORI PIÙ TEMUTI DAGLI STUDENTI SONO MAGRIS E MARINETTI



Seguono Dante, Saba e Quasimodo. Per la seconda prova, che al liceo classico sarà il latino, tra i più amati c'è Giulio Cesare
18 giugno 2017
Tutto, ma non Magris e Marinetti. Sono loro gli autori più temuti, o meno desiderati, dai 500mila studenti che tra pochi giorni affronteranno la prima prova della Maturità 2017. È quanto emerge da un sondaggio di ScuolaZoo, la community online di studenti in Italia.
Nel 2013 l'autore per il tema di italiano fu Claudio Magris, da allora diventato un po' l'incubo dei maturandi. La domanda fu per tutti la stessa: chi è Magris?

Classe 1939, è uno degli autori italiani in lizza ogni anno per essere nominato vincitore del Nobel per la letteratura. Nonostante ciò, i maturandi non lo vogliono. Il motivo è semplice: il programma scolastico difficilmente riesce ad arrivare a scrittori così contemporanei. Quindi è finito anche lui nella lista dei letterati che ogni anno si giocano il titolo di autore più temuto insieme a Quasimodo, Montale, Ungaretti e Pirandello. Ma non c'è da preoccuparsi, dice ScuolaZoo, se mai dovesse uscire Magris parlare del "viaggio" in senso lato può essere utile: è un tema caro all'autore, che si ripete praticamente in ogni sua opera.
Al secondo posto c'è Marinetti e il futurismo in generale. Il motivo, spiega la community di ScuolaZoo, non sta nella difficoltà dei testi del movimento, quanto nel fatto che i ragazzi non sanno più cosa scrivere: il futurismo viene trattato come metafora per la velocità del mondo moderno, della connessione internet. Per gli studenti sta diventando complicato trovare nuovi spunti e argomentazioni per risultare originali.
Seguono Dante, Saba e Quasimodo, con un'incursione di Harambe, il gorilla che l'anno scorso fu ucciso all'interno dello zoo di Cincinnati dopo che un bambino era caduto nella sua area. Harambe era diventato il soggetto di numerosi meme sui social network e spunto di riflessione per articoli sui giornali, temi scolastici e opinioni di personaggi in radio e tv.
Quanto alla seconda prova, i maturandi del classico che dovranno cimentarsi con il latino vorrebbero Giulio Cesare. A completare il podio ci sono Catone e Catullo. Ma il Ministero dell'Istruzione potrebbe preferire Cicerone o Seneca o Tacito, autori che non sono di certo stati inseriti nella lista dei desideri degli studenti.