viernes, 1 de marzo de 2019

5 VANTAGGI DELL’ESSERE BILINGUI


In un mondo globalizzato come quello odierno essere bilingui, è una fonte di possibilità, un modo per sentirsi in relazione col mondo e parte integrante di esso per non essere esclusi e per godere di tutte le occas
Fino a cinquanta anni fa si pensava che l’esposizione precoce a due lingue diverse mettesse i bambini in difficoltà. Si credeva erroneamente che i bambini bilingui fossero maggiormente esposti a condizioni di svantaggio, esclusione, discriminazione. Si temeva addirittura che questi bambini crescessero confusi, distratti, disordinati nevrotici. Oggi, invece, l’apprendimento di una lingua straniera viene valorizzato già nelle scuole materne e viene facilitato attraverso metodi di apprendimento molto creativi e divertenti. Imparare una lingua straniera già in tenera età sviluppa capacità cognitive come la concentrazione, l’attenzione, la memoria e l’immedesimazione. Le persone bilingui imparano più velocemente e più facilmente di quelle monolingue e sanno stare al mondo in una maniera più creativa e reattiva.
La lingua è una componente essenziale del funzionamento del cervello che ha bisogno di un allenamento costante. Parlare due lingue diverse è un efficiente esercizio mentale che allontana malattie neuro-degenative come l’Alzheimer e la demenza senile. Le ricerche hanno dimostrato che le persone che parlavano una o più lingue straniere mostravano i primi segni evidenti di Alzheimer quasi cinque anni più tardi rispetto ai soggetti monolingue. E’ questo un periodo significativamente maggiore rispetto a quanto la medicina moderna può offrire attualmente.
Ecco i 5 vantaggi principali dell’essere bilingui che ci faranno apprezzare l’apprendimento di una lingua straniera:
1) Rende multitasking: parlare due lingue attiva diverse connessioni neurali che rendono la mente più reattiva e predisposta a concentrarsi e impegnarsi su diversi fronti contemporaneamente. Ne consegue che le persone bilingui sono più attive e predisposte ad imparare più velocemente e più facilmente. Sono persone decise che sanno ciò che vogliono perché imparano subito ad essere selettive;
2) Mantiene la mente giovane: apprendere una lingua straniera mantiene il cervello giovane ed elastico. E’ un’ottima palestra contro la demenza e l’invecchiamento dei neuroni;
3) Arricchisce culturalmente: la lingua ci aiuta a dare un senso al mondo che ci circonda ed ad attribuire ad esso significativi inediti. I bilingui registrano punteggi alti nei test che misurano l’apertura mentale e la sensibilità culturale perché sanno descrivere il mondo in maniera più dettagliata arricchita di sfumature ed elementi linguistici che sfuggono ad un soggetto monolingue. Non ci sono dubbi che un finlandese descrivi il mondo in una maniera differente rispetto ad un arabo. Basti pensare che un finlandese dispone di quaranta parole diverse per descrivere la neve e quindi quando si troverà a parlare di un paesaggio invernale lo descriverà in maniera dettagliata rispetto ad un arabo;
4) Aumenta la socialità: parlare lingue straniere ci fa sentire meno soli e più in connessione con gli altri quando viaggiamo. Consente di conoscere più gente e sperimentare stili di vita differenti dal proprio. Si tende ad essere più flessibili, elastici e si acquisisce più spirito di adattamento ed empatia;
5) E’ fonte di business: uno studio svizzero ha dimostrato che il bilinguismo contribuisce ad apportare un aumento del 10% circa del Pil della Svizzera. Le abilità linguistiche dei manager svizzeri, infatti spingono le aziende ad avventurarsi nei mercati esteri con più sicurezza, determinazione ed efficienza. Negli Stati Uniti si registra che i lavoratori bilingui arrivano a guadagnare dall’1,5 al 3,8% in più rispetto a quelli monolingue. Nel mercato del lavoro chi parla una o più lingue straniere è più ricercato. I manager bilingui risultano migliori nella gestione dei rapporti internazionali e nei confronti del personale.

Tomado de: http://www.ilgiornale.it/news/life/i-5-vantaggi-dell-essere-bilingui-1549391.html

viernes, 1 de febrero de 2019

IMPARARE UNA LINGUA PIÙ VELOCEMENTE: 4 SEMPLICI TECNICHE


Allora, siete impazienti di andare a studiare in Spagna, partire per un viaggio sulle strade degli Stati Uniti o passare un’estate a fare surf alle Hawaii e, per essere certi di vivere al massimo la vostra esperienza, avete deciso di prendere anche qualche lezione di lingua. Mentre siete seduti in classe a imparare a memoria nuove parole probabilmente penserete “Non ce la farò mai”. Fidatevi, vi capiamo. Imparare una lingua non è facile come preparare una tazza di caffè, ma non è nemmeno impossibile. Anzi, ecco 4 semplici metodi che vi aiuteranno a parlare più velocemente una nuova lingua.
Ora, come tutte le cose importanti, imparare una lingua richiede impegno. Quindi ricordate: queste tecniche non sono scorciatoie o trucchi. Ma sono efficaci. Per sapere quanto, vi basterà impegnarvi a usarle. Pronti?
1. PARLATE CON PERSONE REALI
Da quando abbiamo iniziato a passare le giornate con i nostri dispositivi elettronici in mano, ci siamo convinti che tutto, può essere insegnato, appreso e messo in pratica senza interazione personale. Volete una laurea magistrale? Fate un corso online. Vi serve una buona ricetta? Cercate su Google. Volete imparare una lingua straniera? Scegliete un’app. È vero che internet può aiutare chi studia le lingue ad ampliare il proprio vocabolario e ad acquisire sicurezza nelle proprie competenze, ma se non lo programmate o non pronunciate mai una parola, non serve a nulla. Avete bisogno di parlare con persone madrelingua (il prima possibile!)
Ora, prima che rinunciate ai vostri piani di viaggio all’estero: non preoccupatevi. Parlare con gli stranieri non deve spaventare o sembrare difficile. Cercate di trovare qualcuno con cui fare conversazione, un “language exchange partner” nella vostra città e chiacchierate mentre per esempio prendete un caffè, o dedicatevi a un corso online. Se volete associare un’esperienza nuova ed entusiasmante allo studio di una lingua, andate all’estero per viverla davvero. Qualunque cosa farete, iniziate prima di sentirvi “pronti”. Ricordate, le lingue sono fatte per essere parlate.
2. USATE LE PAROLE NUOVE IL PRIMA POSSIBILE
Molti studenti di lingua scrivono coscienziosamente liste di nuovi vocaboli nei loro quaderni di appunti, ma solo per non usarli mai nella vita reale. Se da un lato annotare le parole nuove è un’ottima abitudine, da sola non basta. Come si dice, ogni lasciata è persa! Quindi la prossima volta che sentite una parola insolita, non limitatevi ad annotarla: fate lo sforzo di usarla il prima possibile e in più modi possibili. Pronunciatela, scrivetela in una frase, trovate la forma del sostantivo, del verbo o dell’aggettivo e chiedete ai vostri amici madrelingua maggiori informazioni al riguardo. In questo modo avrete un contesto concreto per la nuova parola, che resterà impressa nella vostra mente più velocemente!
3. FATE MOLTE DOMANDE
Non siate timidi e ossessivi nel prendere appunti dal fondo dell’aula: gli insegnanti apprezzano gli studenti che pongono buone domande! Non sapete cosa chiedere? Scrivete una lista di domande generiche in fondo al vostro quaderno e usatele durante le lezioni. Ricordate, le domande migliori sono quelle per avere più informazioni o che vi chiariscono un dubbio.
Alcune delle migliori sono “Qual è il nome/verbo/aggettivo che deriva da questa parola?” “È una parola che si usa in un contesto formale o informale?” “Che sinonimi/contrari consiglia?” o (se la lingua che state studiando è parlata in diversi Paesi) “Questa parola ha lo stesso significato in Chile/Spagna/Honduras?”. Se non state frequentando nessuna lezione di lingua, non preoccupatevi! Postate le vostre domande su un forum (provate Wordreference.com), cercate su Google o chiedete ai vostri amici madrelingua di aiutarvi.
4. INIZIATE CON CIÒ DI CUI AVETE DAVVERO BISOGNO
Immaginate di essere appena atterrati a Madrid, pronti per iniziare il vostro semestre all’estero e parlare con spagnoli in carne ed ossa. Pensate a come probabilmente saranno le vostre conversazioni. Scommettiamo che non vi butterete subito in discussioni profonde e di spessore sull’arte o la politica, giusto? Per partire con il piede giusto durante i primi giorni e le prime settimane all’estero, pensate alle situazioni in cui vi troverete più facilmente. Per esempio: mi sono perso (temi: spostarsi in città, trasporto pubblico, visitare la città). Ho fame (temi: ordinare il cibo, andare al supermercato). Voglio conoscere nuovi amici (temi: fare domande personali, parlare di famiglia e amici). Una volta che avrete identificato il lessico di cui avete bisogno, concentrate su quello le vostre energie. La vostra esperienza sarà molto più semplice!
Tomado de: https://www.ef-italia.it/blog/language/imparare-una-lingua-piu-velocemente-4-semplici-tecniche/

jueves, 10 de enero de 2019

COME RICOMINCIARE A LAVORARE (SERIAMENTE) DOPO LE FERIE


Le vacanze sono finite e ricominciare a lavorare dopo le ferie è sempre un dramma. Un impegno che va oltre la tua capacità, la tua forza. Sì perché la mente è ancora altrove, hai voglia di rimanere sulla spiaggia o in montagna.
L’ufficio non è il posto adatto dopo le ferie d’agosto, vero? Sei d’accordo? Questo discorso vale per freelance e dipendenti, senza distinzione. Certo, i liberi professionisti si lanceranno sulla massima che riprende il sacro vincolo della passione:
Il principio è giusto ma non sempre le cose vanno così. Spesso, anche quando hai conquistato il lavoro dei tuoi sogni, ricominciare a lavorare dopo le ferie è un colpo basso difficile da incassare. Perché l’impiego più bello del mondo ha i suoi lati negativi, impegni da seguire controvoglia, clienti da sopportare.
Non ci sono vie di fuga. Riprendere a lavorare dopo le vacanze è difficile. Per chi si occupa di social media marketing e per chi fa blogging. Anche per me, non temere. Ma ho deciso di affrontare la situazione con lo spirito giusto, concentrandomi sulla passione per il mio lavoro. E su questi 7 punti che consiglio a tutti.

Non staccare sul serio per tornare al lavoro

Questo punto rappresenta un preambolo, un passaggio precedente alle vacanze stesse. Molti non saranno d’accordo ma lo dico lo stesso, questa è la mia opinione: se lavori nel campo del web marketing non devi mai staccare definitivamente. Tornare al lavoro dopo le vacanze estive diventa un trauma, soprattutto quando abbandoni il posto di controllo per due o tre settimane. Magari di più.
Cosa trovi al rientro? Valanghe di email, decine di richieste di preventivo, centinaia di messaggi lasciati senza risposta e che aspettano una tua decisione. Quindi il mio consiglio è semplice: ritagliati 30 minuti al giorno, quando sei in ferie, per controllare gli aspetti decisivi della tua attività. Ti suona come una minaccia?
Non ti sto consigliando di scrivere articoli e aprire pagine Facebook a Ferragosto, ma di assicurarti che nelle email non ci siano messaggi urgenti. Alla base di tutto questo c’è un discorso organizzativo: prima di partire avvisa i clienti più importanti.
Cosa trovi al rientro? Valanghe di email, decine di richieste di preventivo, centinaia di messaggi lasciati senza risposta e che aspettano una tua decisione. Quindi il mio consiglio è semplice: ritagliati 30 minuti al giorno, quando sei in ferie, per controllare gli aspetti decisivi della tua attività. Ti suona come una minaccia?
Non ti sto consigliando di scrivere articoli e aprire pagine Facebook a Ferragosto, ma di assicurarti che nelle email non ci siano messaggi urgenti. Alla base di tutto questo c’è un discorso organizzativo: prima di partire avvisa i clienti più importanti.
Affronta le email al primo giorno in ufficio
Lo sai che l’email è ancora sulla cresta dell’onda? Tutti comunicano con questo semplice messaggio regolato da leggi che affondano le radici nella storia del web.
E quando torni dalle vacanze hai un solo obiettivo: affrontare quella massa informe di messaggi che bivaccano nel tuo account. Inizia dalle email più vecchie, sono quelle che attendono risposta da più tempo. Se puoi risolvere subito il messaggio fallo, rispondi con il minor tempo possibile. Senza perdere la tua classica educazione.

Manda lo spam nel cestino, etichetta i messaggi che possono andare in archivio. Poi lascia le email più complesse al secondo giro, crea una to-do list nell’account.
Pianifica tempi e gestisci i messaggi più delicati nell’arco della giornata, valutando sempre le urgenze. Un consiglio: usa le varie scorciatoie della tastiera per velocizzare il tutto e trasforma il tuo account Gmail in un alleato (non temere, ti conviene).

Fissa nuovi obiettivi per combattere l’ansia

Hai letto tanti libri di web marketing durante le ferie. Hai fatto un po’ di formazione casalinga, hai parlato con amici e ti sei confrontato con persone in gamba. Magari sulla spiaggia o a cena. Chi ama il proprio lavoro non può fare a meno di pensare.
L’estate ti ha portato consiglio. Il modo migliore per ritornare in ufficio dopo le vacanze estive? Vuoi combattere l’ansia da rientro al lavoro dopo le ferie? Inizia a lavorare sulle idee che hai modellato, fissa nuovi obiettivi per le tue attività.
In questo caso il freelance ha qualche libertà in più. Ma se sei un dipendente non tutto è perduto: metti nero su bianco gli aspetti da sviluppare, coinvolgi le persone giuste, segui le procedure per portare all’attenzione dei superiori le tue proposte.

Crisi da rientro ferie: prenditi delle pause

Sei appena tornato in ufficio? Prenota un fine settimana e vai di nuovo in vacanza. Almeno per i primi tempi, può esser utile fermarsi qualche giorno. Per non perdere le buone abitudini, per abbandonare il sapore delle ferie con calma. Ricominciare a lavorare dopo le ferie sarà un passaggio meno traumatico. Chiaro, poi tutto dipende.

Sindrome da rientro, non iniziare al massimo

Un punto legato al passaggio elencato sopra. L’ansia è difficile da affrontare, ricominciare a lavorare è un passaggio traumatico, ma per risolvere questo punto puoi lavorare su un punto semplice: inizia per gradi, non lanciarti subito nel ciclone.
Sei un freelance? Non vuoi rientrare al lavoro? Prova a chiudere il computer qualche ora prima, o ad aprirlo dopo per dedicare tempo alle abitudini prese in vacanza.
Sei un dipendente e non puoi modellare l’orario intorno ai tuoi bisogni? Organizza il lavoro in modo da avere qualche giorno di impegni minimi: non pianificare riunioni chiave la prima settimana, dedica i primi giorni all’assestamento e alla soluzione delle pratiche lasciate indietro durante le ferie. Così eviti la depressione da rientro.

Come ricominciare a lavorare dopo le ferie?

Non vuoi più tornare al lavoro dopo l’estate? Devi prendere questo passaggio con positività, devi pensare che in fin dei conti sei una persona fortunata e che oggi è un lusso poter tornare a lavorare. Un discorso generalista e populista? Forse, però ha un fondo di verità. Soprattutto se hai la possibilità di fare un lavoro che ami.
Invece di sognare la prossima vacanza, forse dovreste scegliere una vita dalla quale non sentite l’esigenza di scappare”. Questo è il consiglio di Seth Godin, e io sono d’accordo con quest’idea. Poi è chiaro, gli uomini hanno sempre il bisogno di cambiare. Anche quando hanno il lavoro più bello del mondo. Ma il tuo impegno è chiaro: combattere per una vita migliore, non per scappare di fronte alle difficoltà.

Consigli per rientro al lavoro: esperienza?

Ricominciare a lavorare dopo le ferie è difficile, ma io ti ho lasciato i miei consigli: qui trovi i passaggi per riprendere il lavoro dopo le vacanze d’agosto. Ovvero quelle più importanti, e che sanciscono il momento in cui puoi mettere da parte gli impegni.

https://www.mysocialweb.it/2016/08/29/ricominciare-a-lavorare-dopo-le-ferie/