jueves, 1 de agosto de 2019

I 10 VANTAGGI DI CONOSCERE PIU' LINGUE STRANIERE


Conoscere un’altra lingua significa possedere una seconda anima”. – Carlo Magno
Fino a poco tempo fa, la maggioranza della persone erano convinte che imparare due lingue potesse generare confusione mentale. Molto meglio impararne bene una soltanto (a loro avviso) piuttosto che tormentarsi con due. Un’altra leggenda, ancora più assurda, riteneva che parlare due lingue causasse una sorta di schizofrenia o doppia personalità.
Alcuni studi sembravano avvalorare la tesi di una inutile fatica mentale nell’apprendimento di due lingue; pionieri della psicologia notarono che le persone bilingue tendevano ad avere un vocabolario più limitato ed una maggiore lentezza nella scelta delle parole.
Ma una serie di ricerche più moderne ha spazzato via questi ed altri miti minori dimostrando gli incredibili vantaggi derivanti dalla conoscenza di un’altra lingua. Vantaggi che vanno ben oltre la capacità di saper ordinare una tazza di caffè o chiedere indicazioni stradali quando si va all’estero.
1.    Crescita cerebrale
L’area cerebrale deputata al linguaggio in realtà cresce in seguito all’apprendimento di un’altra lingua. Più impari, più queste zone vitali crescono (Mårtensson et al., 2012).
2.    Minore rischio di demenza in età senile
Il bilinguismo ritarda l’Alzheimer fino a cinque anni nelle persone che ne sono predisposte (Craik et al., 2010). Può sembrare incredibile, ma le ricerche sembrano continuare a supportare questo risultato. In poche parole: contro la demenza si ottengono risultati migliori con l’apprendimento di una lingua straniera rispetto alla somministrazione dei farmaci più moderni.
3.    Miglioramento delle facoltà uditive
Il bilinguismo può portare ad una migliore capacità di ascolto, poiché il cervello deve impegnarsi maggiormente per distinguere i differenti tipi di suono tipici di ogni linguaggio (Krizman et al., 2012).
4.    Maggiore sensibilità al linguaggio
I bambini cresciuti in famiglie bilingue possono distinguere idiomi mai conosciuti prima (Werker & Sebastian-Galles, 2011). Il solo fatto di percepire abitualmente i diversi suoni di lingue differenti, ad esempio lo spagnolo e il catalano, può far percepire la differenza tra l’inglese e il francese. 

5.    Accrescimento della memoria
I bambini cresciuti in ambienti bilingue hanno facoltà mnemoniche maggiori di quelli cresciuti familiarizzando con un unico linguaggio (Morales et al., 2013). Ciò comporta una maggiore abilità nel calcolo mentale, nella lettura e altre attività importanti.

6.    Maggiore versatilità
Le persone bilingue possono passare con disinvoltura da un’attività all’altra. Essi dimostrano una maggiore flessibilità mentale e trovano più facile adattarsi agli imprevisti.

7.    Aumento dell’attenzione
I soggetti che paralno una seconda lingua hanno un controllo migliore sulla propria attenzione e riescono a limitare maggiormente le distrazioni

8.    Doppia attività cerebrale
Gli incrementi cognitivi, come l’aumento dell’attenzione e della flessibilità, avvengono perché le persone bilingue hanno i due linguaggi attivati contemporaneamente, e devono controllare continuamente quale dei due è più appropriato al momento (Francis, 1999). Questo sistematico scambio comporta vantaggi mentali.

9.    Nuova visione del mondo
Lo studio di una nuova lingua può letteralmente cambiare il modo di vedere il mondo. Ad esempio, imparare il giapponese, che distingue con termini precisi il blu chiaro o scuro, può aiutare a percepirne il colore in modi diversi (Athanasopoulos et al., 2010).

10. Miglioramento della lingua madre
Poiché lo studio di una seconda lingua richiede attenzione alle regole astratte e alla sua struttura, ciò porta a migliorare anche la prima lingua.
Come ha dichiarato Geoffrey Willans: “Non potrai mai capire una lingua finché non ne capirai almeno due”.
Esplorare altre culture
Questi  dieci vantaggi, naturalmente, non comprendono il vantaggio di immergersi in un’altra cultura, e di vedere la propria da un’altra prospettiva.
Tutto considerato, imparare un’altra lingua potrebbe farci acquisire anche “una seconda anima”.

martes, 2 de julio de 2019

APPRENDIMENTO E INSEGNAMENTO: I FEEDBACK


Alcuni ragazzi potrebbero trascorrere ore giocando con un nuovo videogioco. Combattono contro zombie, alieni e creature simili per ore, superando prove che potrebbero sembrare insormontabili. Per quale motivo, a volte, non riescono a concentrarsi sui libri di testo per più di cinque minuti consecutivi?

Cosa sono i feedback?

Il fattore motivante non è il semplice segnale acustico associato alla tecnologia: alcuni giochi, infatti, non suscitano tanto interesse come altri. Secondo l’autore, il fattore decisivo sembra essere la capacità di alcuni giochi di fornire la giusta quantità di feedback al momento opportuno, favorendo una motivazione tanto forte da far sopportare la sfida per lunghi periodi di tempo.
John Hattie ha scritto molto sul potere del feedback e della sua capacità di incidere sulla motivazione degli studenti. Secondo una ricerca di vasta portata in Visible Learning (edito nel 2009) e Visible Learning for teacher: maximizing impact on learning (2012), affinché il feedback possa esercitare il proprio potere deve essere somministrato in modo tempestivo e con la specificità necessaria per aiutare gli studenti a determinare efficacemente i passi successivi del processo di apprendimento.
Nel caso dei videogiochi, il feedback dà avvisi circa le azioni che devono essere intraprese per vincere una sfida o arrivare al livello successivo. Le valutazioni, inoltre, dovrebbero essere fornite al momento appropriato: se il feedback necessario per un esperto è consegnato a un novizio, quest’ultimo non ne trarrà giovamento; quando, invece, il feedback del livello principiante è dato a un esperto, si otterranno solo degli spazientiti occhi al cielo perché è percepito come inutile. Ogni video gioco che non prevede feedback di alta qualità tende a trovare la sua strada nel cestino della spazzatura e non verrà utilizzato una seconda volta.

Il ruolo del feedback nell’insegnamento e nell’apprendimento

Quali sono le lezioni da trarre per le scuole? In molti casi, l’unico feedback che gli studenti ricevono è il voto finale, che significa Game Over. Secondo gli studi di John Hattie ciò può causare disinteresse e frustrazione, sentimenti non insoliti tra i ragazzi di dodici o tredici anni. L’autore propone di:
1 Chiarire agli studenti esattamente quali sono le aspettative di apprendimento.
Gli studenti sanno cosa vuol dire centrare un obiettivo quando è loro chiaramente spiegato, proprio come se si trattasse di un videogioco. I criteri per la determinazione del successo sono importanti anche per gli insegnanti, che possono sapere in ogni momento di quale livello di feedback gli studenti hanno bisogno.
2 Spiegare cosa significa raggiungere l’obiettivo preposto.
Entrambe condizioni essenziali affinché gli insegnanti siano in grado di dare ai propri studenti le risposte pertinenti e tempestive di cui hanno bisogno per avere successo nell’apprendimento.
Coinvolgere gli studenti nell’apprendimento si è rivelato un fattore determinante per motivare gli studenti a persistere di fronte alle sfide, come è stato dimostrato da alcune ricerche (Hattie 2009, 2012; Shirley Clarke (2005).

I feedback e la partecipazione

I docenti dovrebbero, quindi, comunicare degli obiettivi di apprendimento molto chiari, ma anche gli studenti possono anche essere impegnati a loro volta nello sviluppo dei criteri che definiscono il successo. In questo modo, gli insegnanti sono in grado di suscitare il coinvolgimento degli studenti nella visualizzazione di ciò che sarà necessario fare, per esempio nel caso di un compito in classe, per superare la prova al meglio.
Dare voce agli studenti anche ne caso dei vito finali sarà motivante in sé e per sé, e sposta l’asse dell’apprendimento da  qualcosa che è stato fatto per gli studenti a un processo nel quale questi sono effettivamente coinvolti.
Avviare il processo è semplice, bastano tre domande:
1) Qual è il mio obiettivo?
La prima domanda è utile per far comprendere chiaramente di cosa si tratta la sfida. Nel videogioco può, ad esempio, riguardare la sconfitta del proprio avversario.
2) Dove mi trovo attualmente in relazione al mio obiettivo?
La domanda numero due serve agli studenti per interrogarsi sulla propria attuale condizione. Nel videogioco questo può essere rappresentato dal numero del livello.
3) Quali devono essere le prossime azioni per raggiungere il mio obiettivo?
La domanda finale è la più importante perché spinge i ragazzi a chiedersi quale azione è necessario che compiano per colmare il divario tra la posizione attuale e l’obiettivo, ossialo scopo dell’apprendimento.
Quando il livello della sfida aumenta, Hattie (2012) afferma che il livello di sfida per gli studenti si intensifica e l’allievo tende a reagire a queste tre domande con accresciuta sensibilità. Vale a dire: più il compito è difficile, maggiore è la probabilità che gli studenti rispondano positivamente ai feedback.


martes, 4 de junio de 2019

PERCHÈ INVESTIRE NELL'APPRENDIMENTO DELLE LINGUE È UN'OTTIMA IDEA PER LO SVILUPPO PROFESSIONALE


Non è un segreto che saper parlare bene una seconda lingua può avvantaggiarti nel tuo percorso professionale. Perfezionare il tuo inglese – la lingua franca globale – o un'altra lingua, può essere la pietra miliare di cui hai bisogno per fare quel salto da ruoli junior a ruoli di management, oppure per arrivare a livello dirigenziale.
Ti apre molte porte – sia a livello individuale, sia nazionale
Uno dei modi principali modi per dare slancio alla tua professione è attraverso il miglioramento delle lingue straniere che possono aumentare le tue possibilità di fare carriera o di trovare lavoro all'estero.
Le competenze linguistiche aprono letteralmente le porte verso nuove opportunità. Parlare più lingue ti aiuta a comprendere meglio il mercato globale, tanto quanto i bisogni e le necessità dei clienti, dei fornitori e dei partner internazionali. Essere in grado di conversare in modo diretto previene incomprensioni che potrebbero essere fatali in futuro e aumenta l'accuratezza e la precisione; inoltre, fa anche risparmiare sui costi di traduzione.
A livello nazionale, alcune ricerche hanno dimostrato che i Paesi in cui gran parte del personale parla una seconda lingua, presentano all'interno del loro PIL una più alta percentuale proveniente dal commercio internazionale.Questo si verifica in Svizzera: come risultato della natura multilingue del Paese – Tedesco, Francese e Italiano sono le lingue ufficiali e quelle parlate più comunemente – si stima che il multilinguismo ora conti fino al 10% del PIL del Paese .
I Paesi che parlano una sola lingua e che non incoraggiano l'apprendimento delle lingue fin dalla tenera età – il Regno Unito, ad esempio – possono perdere opportunità internazionali e potenziali ricavi, nonostante il vantaggio dato dalla lingua inglese. Una ricerca condotta in UK dice che la mancanza di una lingua straniera in Gran Bretagna può costare all'economia fino a 48 bilioni di sterline (80 bilioni di dollari) all'anno.
Aumenta il tuo ricavo potenziale
Le aziende vedono sempre più chiaramente la correlazione tra impiegati bilingue o multilingue e la crescita internazionale del mercato, quindi sono più propensi ad investire nell'assunzione di staff caratterizzato da questo tipo di competenze.
Una ricerca condotta negli USA stima che gli impiegati bilingue guadagnano fino a 3.000$ in più rispetto a colleghi che parlano una sola lingua. I risultati di un'altra ricerca hanno rivelato che imparare il tedesco può aumentare lo stipendio fino al 3.8% negli USA , perchè, nonostante sia una lingua non parlata comunemente, la Germania rappresenta uno dei principali player del mercato europeo. E non finisce qui; Euro London , un'agenzia di recruitment in UK specializzata nelle lingue straniere, stima che essere bilingue può portare ad un aumento del tuo stipendio fino al 15% .
Ti rende un comunicatore più efficace
Parlare fluentemente due o più lingue ti distingue dalla massa. Le competenze linguistiche sono fortemente bramate dai datori di lavoro che vogliono costruire un business competitivo e sono molto richieste nel momento in cui vuoi fare carriera.
La padronanza di una seconda lunga può aiutarti ad avere un lavoro di tutto rispetto in una grande azienda internazionale. Ricerche statunitensi hanno dimostrato che la richiesta di impiegati bilingue è più che raddoppiata negli ultimi 5 anni , e che quasi il 40% dei business in USA stanno pianificando di assumere personale bilingue. Quando i selezionatori si trovano di fronte a candidati molto simili, dimostrano maggiore interesse nell'assumere quello bilingue .
Tutto si riduce alla comunicazione efficace. La padronanza di una seconda lingua rende più efficace il networking , ti permette di cogliere il meglio dalle opportunità che ti si prensentano e dare inizio a conversazioni potenzialmente profittabili – sia per te che per il tuo business . E non si tratta solo di questo; essere in grado di conversare nella lingua nativa del tuo Paese ospitante è visto come un segno di rispetto e ti aiuta costruire buonissime relazioni a lungo termine.
Inoltre, l'apprendimento delle lingue può aumentare le competenze trasversali come l'apertura mentale, la creatività, la capacità di vedere le situazioni da diverse prospettive e affrontate i problemi in modo diverso: tutte skills essenziali per progredire nella carriera, a prescindere dal livello di partenza.
Ti rende un leader migliore
Queste competenze diventano ancora più importanti quando si tratta di ruoli manageriali. La ricerca annuale sull'Indice di conoscenza della lingua Inglese EF EPI , ha dimostrato che gli impiegati che presentano migliori competenze linguistiche inglesi vengono promossi più spesso.
Un elemento di comprensione della cultura è richiesto nel momento in cui perfezioni una nuova lingua, quindi i manager che parlano più di una lingua sono spesso maggiormente in grado di relazionarsi con i colleghi e di comunicare in modo più efficace – competenza essenziale quando si gestisce del personale proveniente da background differenti.
Durante la scalata al successo, l'importanza delle competenze comunicative diventa ancora più pronunciata. Curiosamente, i dirigenti tendono a parlare un inglese peggiore degli impiegati a livello manageriale, dimostrando così che migliorare le competenze linguistiche inglesi sarebbe particolarmente importante per qualcuno che gestisce un team di persone che potrebbero parlare un inglese migliore del loro.
Ti prepara per il futuro
Come dimostra l'EF EPI, un alto livello di padronanza della lingua inglese corrisponde ad un più alto PIL, una media stipendio più alta e innovazione a livello nazionale. Infatti, i Paesi che presentano competenze linguistiche più solide – particolarmente in inglese – sono più stabili e più interconnesse globalmente.
Ma questo è vero anche a livello individuale: non solo il futuro del lavoro è internazionale, ma consolidate competenze linguistiche insieme a competenze comunicative di un certo tipo, così come una forte comprensione su come connettere culture diverse, diventeranno sempre più importanti in un modo dove i robot e l'intelligenza artificiale prenderanno il controllo dei compiti di routine e di qualsiasi cosa che non necessiti l'intervento umano, la creatività e la comprensione.


jueves, 2 de mayo de 2019

ETÀ OTTIMALE PER IMPARARE UNA LINGUA: 7 VANTAGGI CHE GLI ADULTI HANNO RISPETTO AI BAMBINI


Quante volte abbiamo letto o sentito ripetere frasi del tipo “i bambini possono imparare le lingue molto più facilmente rispetto agli adulti”? Personalmente migliaia di volte! Il problema è che in tantissimi casi questo luogo comune, fondato o meno che sia, si trasforma in una patetica scusa per rinunciare ad imparare una lingua.
Mi capita spesso d’incontrare qui in Francia tante persone (più o meno giovani) di origine italiana che non parlano una parola della lingua dei propri genitori. “Peccato non mi abbiano parlato in italiano” ripetono tutti, alternando spesso commenti del tipo “ormai è troppo tardi”, “sono troppo vecchio per imparare” o “è troppo difficile alla mia età”. La mia reazione naturale è tentare di convincerli del fatto che si sbagliano alla grande, perché si può imparare una lingua a qualsiasi età e persino più facilmente di un bambino. La mia personale avventura con le lingue straniere è iniziata dopo la soglia dei vent’anni e potrei citare decine e decine di esempi di conoscenti che sono riusciti a padroneggiare una lingua in poco tempo iniziandone lo studio a 30, 40 o persino 60 anni! Secondo me, chiunque rinunci a voler parlare una lingua straniera solo perché esisterebbe un’età ottimale per l’apprendimento, si sta mascherando dietro una scusa poco credibile.

Non sto assolutamente negando che i bambini abbiano alcuni vantaggi rispetto agli adulti per imparare una lingua, ma tengo a precisare che gli studicondotti nel campo non sono arrivati ad evidenze empiriche di migliori performance del cervello di un bambino rispetto a quello di un adulto. Anche “il mito dei primi tre anni” (traducendo il titolo di un interessante saggio di John Brier e le ricerche sul periodo critico dell’apprendimento (sino ai 12 anni) non hanno trovato i vari studiosi concordi.

1) Motivazione

Uno dei vantaggi maggiori, ahimè troppo spesso dimenticato: un adulto sa esattamente perché vuole imparare una lingua straniera e saprà di conseguenza come motivarsi. Per ottenere un lavoro migliore, per cavarsela durante i viaggi, per mantenere il cervello allenato… sono tanti i motivi che possono spingerci a voler imparare una lingua (in questo articolo ne indico 7). I bambini non sono sensibili a questi argomenti razionali: i metodi di insegnamento destinati a studenti molto giovani devono inventarsi mille trucchi per catturare la loro attenzione, tentando faticosamente di trasformare tutto in un gioco. D’altronde, chi di noi, durante l’infanzia, non preferiva giocare piuttosto che andare a scuola e studiare? La motivazione è, a mio parere uno dei fattori chiave dell’apprendimento di una lingua: noi adulti siamo molto più capaci dei bambini di utilizzare questo carburante naturale per ottenere grandi risultati.

2) Basi (parole comuni a più lingue)

A differenza di un bambino, costretto a partire da zero (e nemmeno capace di parlare nel caso di un neonato), gli adulti possono sfruttare l’enorme mole di parole comuni a tante lingue per comprendere e parlare un idioma. Pensate solo all’uso comune di francesismi come charme, lingerie, décolleté, foulard, toilette, gaffe (solo per citare qualche esempio) o l’impiego di termini inglesi divenuti oramai universali come computer, mouse, week-end, show, best seller, casual, mobbing (l’elenco potrebbe essere interminabile). In pratica, un adulto non inizia mai da zero: ogni volta che cominciamo a studiare una nuova lingua, ne conosciamo già tante parole senza spesso rendercene conto. Un vantaggio enorme se ci pensate !

3) Fonetica (suoni che già conosciamo)

Chi studia spagnolo imparerà da subito che la “v” in Spagna si pronuncia come la “b” di bottone in italiano. Un inglese che voglia parlare francese, capirà presto che la consonante ç è come la “s” nella parola “sun” e persino quando s’impara ad esempio l’alfabeto hiragana in giapponese, si potrà quasi sempre far riferimento ad una consonante che già sappiamo pronunciare. Un neonato è per circa due anni incapace di pronunciare suoni e di conseguenza parole di senso compiuto (spesso solo i genitori riescono a capirlo); anche in seguito alcuni suoni presenteranno grandi difficoltà: il mio nipotino ha impiegato 3 anni e mezzo per imparare a pronunciare correttamente il mio nome (ero Luha per lui malgrado non sia toscano  ) e sono sicuro che anche chi legge avrà tanti esempi da citare. In poche parole, il nostro vantaggio rispetto ai bambini è saper già parlare, conoscere i tanti suoni che sono uguali in molte lingue e poter fare collegamenti tra fonemi di lingue diverse per capire come pronunciarli.

4) Comunicazione non verbale

Quante volte siamo riusciti a cavarcela all’estero grazie alla forza della comunicazione non verbale? Noi italiani siamo famosi per l’uso dei gesti e delle espressioni del viso per accompagnare le parole. E quando il nostro inglese fa cilecca, ecco che le nostre mani e visi iniziano a “parlare”. Tuttavia da piccolissimi questo linguaggio universale è poco sviluppato se non del tutto inesistente per i neonati… è chiaro quindi che vantaggio enorme abbiano gli adulti: non importa se si voglia esprimerlo in spagnolo, cinese o turco, il nostro messaggio passerà molto più facilmente quando accompagnato dalla comunicazione non verbale.

5) L’esperienza (ricordi e riferimenti culturali)

Uno dei metodi più potenti per memorizzare un vocabolo è associarlo ad un’immagine mentale, meglio se legata alla nostra esperienza. Ne abbiamo parlato in questo  articolo, ma solo per fare un esempio se volessimo ricordare la parola “cockroach” in inglese anziché collegarla alla traduzione italiana “scarafaggio”, sarà meglio collegarla all’immagine che abbiamo di uno scarafaggio. Personalmente ho associato il vocabolo ad un’esperienza: una sera con degli amici abbiamo fatto sosta in una pensione a Potenza (eravamo diretti nel Gargano). Stavo per coricarmi quando sul letto ho visto uno scarafaggio ! Nella mia memoria “cockroach” è quello scarafaggio che tanto mi aveva shockato e che non potrei mai dimenticare. Quanto più grande è la nostra esperienza, tanto più saremo capaci di associare le parole a ricordi e riferimenti legati alla nostra cultura. I bambini, avendo pochissima o nessuna esperienza, possono difficilmente avvalersi di questo potentissimo metodo.

6) Libertà e indipendenza (gestire tempo, attività, soldi…)

È una delle cose che più ci seccava da piccoli, ma sino ad una certa età non si è liberi di andare in giro, di vedere la televisione sino a tardi, di telefonare a chi si vuole… insomma un bambino deve fare i conti con i limiti imposti dai propri genitori e la sua libertà è inversamente proporzionale alla severità di quest’ultimi (più severità = meno libertà). Solo molto tardi (diciamo a partire dei vent’anni) una persona raggiunge gli agognati traguardi della libertà e indipendenza. Per imparare una lingua è essenziale parlarla: un adulto può uscire ed incontrare dei madrelingua, organizzare un viaggio, telefonare su Skype ad uno sconosciuto contatto in Argentina solo per parlare in spagnolo magari (l’avessi fatto da piccolo i miei mi avrebbero sequestrato il computer per una settimana)! E poi ci sono i soldi: un adulto può lavorare un anno, farsi un gruzzoletto e vivere per un anno nel paese in cui si parla la lingua obiettivo. Un bambino potrà solo in casi rarissimi riuscirci e sempre se i suoi sono d’accordo! Insomma le infinite possibilità della vita sono quasi totalmente precluse al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza: il nostro vantaggio è davvero enorme se ci pensate bene!

7) Capacità d’analisi e concentrazione

Sebbene credo la grammatica vada studiata dopo essersi prima un po’ “bagnati” nella lingua da apprendere, non sono tra quelli che dicono che il suo studio sia inutile. Le regole grammaticali possono consolidarenotevolmente quello che abbiamo imparato: lo studio serio di una lingua, soprattutto se fatto nel modo ed al momento giusto, paga sempre e tanto. Noi adulti siamo molto meglio equipaggiati di un bambino per comprendere concetti difficili come le regole grammaticali; inoltre, la nostra capacità di concentrarsi è oggi di gran lunga superiore rispetto agli anni dell’infanzia. Basta andare in una scuola elementare e tentare d’insegnare un po’ di grammatica inglese agli alunni: dopo pochi istanti, sarà chiaro che non riusciremo mai mantenere l’attenzione di un gruppo dei bambini parlando ad esempio dell’uso del present perfect. Un adulto è poi in grado di capire che una parola deve avere un determinato significato sulla base di una radice o di un suffisso o meglio che può formare una parola usando radici diverse per lo stesso suffisso; per esempio, pensate a tutte le parole che si possono comporre usando il suffisso -zione o -tion in inglese (globalizzazione, informazione, globalisation, information…). In sostanza, in quanto a capacità di concentrarsi ed analizzare i dati, non esistono paragoni possibili tra bambini e adulti. https://www.mosalingua.com/it/imparare-una-lingua-ad-ogni-eta-7-vantaggi-che-gli-adulti-hanno-rispetto-ai-bambini/



lunes, 1 de abril de 2019

ITALIANO, 35 ANNI, PARLA 11 LINGUE: ECCO I SUOI TRUCCHI


Questo articolo è pensato per chi ha il sogno di diventare multilingue. Luca Lampariello rivela in che modo è riuscito a trovare la motivazione per imparare 11 lingue e consiglia a tutti di… iniziare senza indugi!

Incontrare qualcuno che parla fluentemente tante lingue provoca, in genere, un certo disorientamento. Il multilinguismo è considerata una cosa fantastica e -quasi- impossibile da raggiungere, soprattutto quando le lingue supplementari vengono imparate in età matura. Sono totalmente d’accordo quando sento dire che parlare tante lingue è bellissimo… ma avrei da obiettare sulla sua presunta difficoltà.
Mi chiamo Luca Lampariello e oggi vi propongo un percorso alternativo rispetto alla strada che tutti conosciamo bene: non vi parlerò di come ho imparato 11 lingue, bensì delle ragioni che mi hanno spinto a farlo. I veterani vi diranno che la motivazione è fondamentale… ma come si fa a trovare la motivazione e mantenerla viva nel tempo?
Imparare le lingue non si significa trascorrere le ore con il capo chino sui libri. Significa viaggiare in posti meravigliosi, incontrare persone interessanti, assaggiare cibi deliziosi e scoprire un po’ più di se stessi. La mia motivazione deriva da queste esperienze, possibili solamente grazie all’apprendimento delle lingue.
“Sono totalmente d’accordo quando sento dire che parlare tante lingue è bellissimo… ma avrei da obiettare sulla sua presunta difficoltà.”

Inglese

La lezione imparata: le lingue non possono essere insegnate, possono solo essere imparate. Avere qualcuno che vi aiuta nel processo è molto utile. Trovate una guida, non un insegnante.
Quando avevo dieci anni, nel 1991, l’inglese era già la lingua internazionale per eccellenza e il suo studio era obbligatorio. All’inizio ho fatto fatica. L’insegnante non mi piaceva, le spiegazioni sulla grammatica mi confondevano e il materiale era monotono. Pensavo che non ce l’avrei mai fatta.
Poi i miei genitori hanno assunto un’insegnante privata. Io avevo tredici anni e lei era semplicemente fantastica. 
Non mi ha semplicemente insegnato la lingua… me l’ha fatta scoprire. Mi ha messo sulla strada giusta verso l’apprendimento e, ancora più importante, l’amore per la lingua.
Ho iniziato a leggere moltissimi libri in inglese.
Mia zia mi regalò “The Hardy Boys” per il mio compleanno… e a quel punto la strada era spianata. Leggere libri e guardare film in lingua originale ogni giorno e conversare con la mia insegnante una volta alla settimana per due anni, hanno funzionato a meraviglia. A 15 anni ero fluente in inglese e avevo addirittura un accento americano. Ho scritto un articolo nel mio blog che spiega come l’ho imparato.
“Imparare è un tesoro che segue il suo possessore ovunque” (Proverbio cinese)

Francese

La lezione imparata: un idioma è una porta che si apre su un mondo tutto da esplorare. Abbassate la guardia e innamoratevi della lingua, del paese, di una persona oppure addirittura del cibo. Non c’è motivazione più efficace!
Ho iniziato a imparare il francese più o meno nello stesso periodo dell’inglese, incontrando le medesime difficoltà. Tutto è cambiato all’età di 14 anni, quando ho scoperto che potevo guardare la televisione in francese. Ho iniziato a guardarla per due ore dopo cena e… a 15 anni ero già fluente.
Qualche ora di televisione al giorno ha funzionato di più di tre anni di scuole medie.
Nel 2010, poi, mi sono trasferito a Parigi e vivere lì per tre anni, mi ha aiutato a scoprire sempre di più la cultura francese: storia, tradizioni, barzellette, riferimenti culturali e il rispetto per l’orgoglio francese riguardo cucina e lingua.
“Se parlate a un uomo in una lingua che capisce, quello che dite finirà nella sua testa. Se, invece, gli parlerete nella sua lingua nativa, quello che dite finirà nel suo cuore” (Nelson Mandela)

Tedesco

La lezione imparata: nel momento in cui trovate un metodo che vi piace, potete iniziare da soli a imparare qualsiasi lingua. Non esiste metodo migliore. Trovate qualcosa che funziona e, soprattutto, sperimentate!
Il tedesco è stata la prima lingua che ho iniziato a imparare da solo. Non mi ricordo esattamente perché l’ho fatto… ricordo solo che non avevo idea di come fare. Per un paio di mesi, ho utilizzato una vecchia grammatica polverosa che avevo trovato nella libreria di mia nonna. Le lettere gotiche riempivano le pagine e mi imploravano di imparare concetti grammaticali vuoti. E, ben presto, ho perso l’entusiasmo.
Poi, ho visto una pubblicità in televisione che parlava di corsi a puntate da comprare in edicola… ed è stato così che ho inventato il mio metodo: una tecnica speciale per assorbire le strutture di base di ogni lingua in un modo leggero, naturale e divertente.
Il metodo è arrivato in modo organico e mi sono immediatamente reso conto che funzionava molto bene su di me. Dopo averlo utilizzato per un anno e mezzo, ho incontrato un gruppo di tedeschi in vacanza. Mi ricorderò per sempre la loro faccia mentre mi chiedevano ripetutamente e disorientati: “Wie kannst du so gut Deutsch?!” (Come mai parli così bene il tedesco?).
Questa reazione e la connessione privilegiata che avevo con loro sono state la benzina che ha fomentato la mia passione per perfezionare il mio tedesco. Da quel momento in poi, ho iniziato a leggere senza sosta. 
La lingua è diventata una parte integrante della mia vita.
“La lingua è la mappa di una cultura. Ti spiega da dove vengono le persone e dove stanno andando” (Rita Mae Brown)

Spagnolo

La lezione imparata: imparare le lingue offre una nuova e più profonda visione della propria lingua nativa. Se volete imparare una lingua simile alla vostra, iniziate subito a parlarla. È molto più facile di quanto voi possiate immaginare.
Spagnolo e italiano sono come due sorelle: diverse ma allo stesso tempo molto simili. Uno dei luoghi comuni più diffusi in Italia è che lo spagnolo sia facile e che, per parlarlo, sia sufficiente aggiungere qualche “s” alla fine delle parole italiane. La struttura generale delle due lingue è simile ma ci sono alcune differenze sostanziali rispetto alla pronuncia, all’intonazione e all’uso idiomatico.
Nel 2007, ero a Barcellona per uno scambio studentesco. Anche se ero immerso in un ambiente quasi totalmente catalano, vivevo con una ragazza spagnola di Malaga e uscivo spesso con altre persone spagnole. La lingua si è semplicemente trasmessa.
Da quel momento, lo spagnolo è entrato a far parte di me.
“Quelli che non sanno nulla delle lingue straniere, non sanno nulla di se stessi” (Johann Wolfgang von Goethe)

Olandese

La lezione imparata: non esistono lingue inutili. Prima o poi vi serviranno quindi non lasciate che gli altri decidano quello che volete imparare. Lasciatevi guidare dai vostri interessi e convinzioni.
Ho incontrato Lotte, una ragazza olandese, in un campeggio nel nord della Sardegna. Lei parlava poco l’inglese e ben presto ci siamo entrambi resi conto che non riuscivamo a comunicare. Ci siamo divertiti molto assieme eppure c’era sempre qualcosa che mancava e che mi assillava.
Per questo motivo, ho deciso di imparare l’olandese. Lotte ed io ci siamo persi di vista ma la lingua è rimasta con me. La gente insisteva, dicendomi che l’olandese era una lingua inutile da imparare -gli olandesi parlano tutti inglese- ma io continuavo anche leggendo i libri e i giornali che i miei amici mi portavano dall’Olanda. Sapevo che prima o poi la lingua mi sarebbe servita e avevo ragione.
Ora parlo olandese tutti i giorni con il mio coinquilino. Parlare e migliorare l’olandese è diventato facile e interessante. 
La vecchia credenza che sostiene che tu debba trasferirti in un paese per impararne la lingua è semplicemente sbagliata.
“Impara tutto quello che puoi da chiunque: arriverà un giorno in cui sarai grato di averlo fatto” (Sarah Caldwell)

Svedese

La lezione imparata: iniziate a lavorare sulla vostra pronuncia fin dall’inizio per evitare di sviluppare cattive abitudini. Siate flessibile. Se una lingua si distingue per le sue caratteristiche peculiari, allora lavorateci fin dall’inizio.
Stavo pensando da un po’ di imparare una lingua scandinava, quando la mia ragazza italiana di allora mi regalò un corso di svedese per il compleanno. Lo svedese mi sembrava incredibilmente musicale a causa della sua particolare intonazione, ma all’inizio ho incontrato qualche difficoltà.
Nel 2004, mi sono recato a Stoccolma per la prima volta e mi sono subito innamorato della cultura.
Ho parlato svedese soprattutto con i norvegesi, ho guardato film e letto libri -soprattutto gialli, visto che gli scandinavi sono così bravi a scriverli.
E la cosa più bella di tutte? Se parli svedese, 
la maggior parte degli scandinavi ti capirà e tu avrai accesso a una cultura e a un modo di pensare davvero affascinanti.
“Conoscere un’altra lingua è come avere una seconda anima” (Carlo Magno)

Russo

La lezione imparata: quando state per lasciar perdere con una lingua, cercate qualcosa che possa ravvivare il vostro desiderio di imparare. Visitate il paese, incontrate qualcuno, guardate un film, caricate un video su YouTube. Qualsiasi cosa va bene.
Dopo le lingue romanze e germaniche, volevo provare qualcosa di nuovo. Il russo mi sembrava esotico, ricco, elegante e complesso in modo intrigante. Pensare in russo significava risolvere un dilemma matematico in ogni frase. Continuavo a stupirmi e a chiedermi come i russi potessero farcela ogni giorno. Nessuno mi stava aiutando e dopo 8 mesi avevo iniziato a pensare che forse si era trattato di un errore. Non avevo fatto molti progressi. Per tre anni non ho fatto molto e poi ho deciso di postare un video su YouTube nel quale parlavo russo.
La risposta mi ha lasciato attonito. In nessuno dei miei sogni mi ero immaginato che così tante persone potessero lasciare commenti entusiasti. I russi pensano che la loro lingua sia difficile e inaccessibile, quindi quando sentono che qualcuno pronuncia qualche frase, esplodono di gioia. Dopo questo esperimento, ho continuato a parlare russo con regolarità e piano piano, mi sono orientato nel labirinto della grammatica.
“Imparare è un tesoro che segue il suo possessore ovunque” (Proverbio cinese)

Portoghese

La lezione imparata: se organizzate bene il vostro tempo e la vostra energia, potete imparare due lingue allo stesso tempo.

Ho iniziato a imparare il portoghese europeo nello stesso esatto momento in cui ho cominciato lo studio del cinese mandarino e, non avendo mai studiato due lingue nello stesso momento, mi sono dato delle 
regole precise.
Il portoghese, così come lo spagnolo, è arrivato in modo molto naturale. Mi sono concentrato sulla pronuncia, che può essere complicata. Le vocali senza accento vengono pronunciate appena e le frasi a volte sembrano un susseguirsi ininterrotto di consonanti. Come conseguenza, il portoghese può suonare simile al russo per le orecchie inesperte. Spesso mi chiedono perché ho scelto il portoghese europeo invece di quello brasiliano che è più diffuso. La verità è che spesso non sono io a scegliere le lingue ma sono loro a scegliere me.
“La lingua è il sangue dell’anima nel quale i pensieri corrono e crescono” (Oliver Wendell Holmes)

Polacco

La lezione imparata: i viaggi sono le migliori motivazioni. Viaggiate più che potete, quando potete. Molte porte si apriranno e voi sarete ancora più motivati.
Ho visitato la Polonia nel 2012 per la seconda volta nella mia vita e mi sono semplicemente innamorato del paese e delle persone. Oltre a utilizzare la mia tecnica di traduzione bilingue, ho iniziato a parlare fin da subito, organizzando degli incontri settimanali con Michal, un ragazzo polacco incontrato nell’estate del 2012.
Consiglio vivamente questo approccio, soprattutto se avete intenzione di imparare una lingua slava e ne parlate già una. Anche se il russo e il polacco sono piuttosto diversi, la struttura generale è più o meno la stessa, e conoscerne una aiuta moltissimo l’apprendimento dell’altra.
Dopo un anno, ero piuttosto fluente e ho creato un video in YouTube assieme a Michal a proposito di una visita in Polonia. Il video è stato notato, un giornalista mi ha intervistato e 
sono addirittura finito alla tivù polacca.
“Sapere una lingua ti mette in un corridoio. Saperne due apre tutte le porte che trovi sulla strada” (Ludwig Wittgenstein)

Cinese Mandarino

La lezione imparata: non lasciatevi intimidire dalla reputazione di una lingua.
Avevo sentito che il cinese era molto difficile, ecco perché non avevo mai provato ad impararlo. Spinto dall’inaspettato successo dei miei primi video di YouTube, ero in cerca di una nuova sfida. Ho iniziato a modo mio ma ben presto mi sono trovato di fronte a nuove sfide.
Se qualcuno vi dice che il cinese è impossibile da imparare da soli, come ho sentito dire, vi assicuro che non è assolutamente vero. Ci sono molti aspetti complicati ma alcuni anche molto semplici e gratificanti. Se sapete come affrontare i toni e i 
caratteri cinesi, a lungo andare questa lingua non è molto più difficile delle altre e la soddisfazione finale di riuscire a parlarlo è immensa. Entrerete in contatto con una cultura incredibile, inoltre i cinesi sono piacevolmente sorpresi quando qualcuno parla bene la loro lingua.
“I limiti della mia lingua sono i limiti del mio mondo” (Ludwig Wittgenstein)

Giapponese

La lezione imparata: alcune lingue hanno delle caratteristiche del tutto nuove, quindi dovete essere flessibili e adattare il vostro metodo alla lingua. Se il vostro metodo non funziona, cambiatelo! Non smettete. Non rinunciate.
Quando ho iniziato a studiare il giapponese, volevo una nuova sfida ma non mi sarei mai immaginato che sarebbe stato così difficile. Non ero in grado neanche di costruire delle semplici frasi perché la struttura è totalmente diversa da quella di qualsiasi altra lingua che io abbia mai imparato.
All’inizio pensavo che il problema fosse temporaneo e che potesse essere risolto parlando regolarmente, ma non era questo il caso.
Il giapponese è ancora la mia più grande sfida ma penso proprio che ce la farò. Ho solo bisogno di adattare il mio approccio e vivere il linguaggio.

Conclusione

Scoprire un metodo per imparare le lingue straniere è stata, senza dubbio, una delle cose più belle che mi sia mai capitata.
Imparare le lingue è un’esperienza fantastica e non ci sono riuscito trascorrendo le ore a casa a guardare le declinazioni dei verbi, bensì uscendo e vivendo.
Parlare molte lingue non è e non deve essere una performance intellettuale. È 
un atto d’amore verso se stessi e gli altri che aiuta a scoprire la straordinaria diversità della natura umana e le molteplici sfaccettature della tua personalità.
A quelli che mi chiedono perché mi piace così tanto imparare le lingue, rispondo: 
“Non vivo per imparare le lingue, imparo le lingue per vivere una vita migliore”.